Fuori dall' Unione Europea di Angela Merkel !

Better to die standing , than to live on your knees . Ernesto Guevara

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TERZA GUERRA MONDIALE

15 APRILE 2014

 

 

Molte persone nei paesi della UE non si rendono di ciò che sta accadendo nella vicina Ukraina . Un colpo di stato è stato fatto un mese fa a Kiev dai nuovi nazisti ucraini , finanziato dalla CIA e ordinato dal Presidente Barack Obama . Tutti i burocrati della UE hanno applaudito al governo illegale ucraino formato da nazisti . Tutti i media della UE e degli USA hanno raccontato menzogne su menzogne su tutta la vicenda in Ukraina , perchè sono tutti schifosamente codardi e vigliacchi . Barack Obama sta portando i popoli dell ‘ Europa al fianco dei nazisti alla guerra contro la Russia . Molti italiani che non leggono niente , che preferiscono restare in assoluta ignoranza saranno coinvolti ugualmente nella guerra voluta da Barack Obama , dalla NATO e dalla UE . Ancora non si rendono conto di quello che sta succedendo in Ukraina . Oggi 15 aprile 2014 è iniziata l’ultima fase armata di una guerra finanziaria iniziata circa 10 anni fa negli USA col fallimento programmato di una banca privata , la LB , e che oggi in aprile 2014 la guerra culmina nella terza guerra mondiale nel conflitto pianificato dalla CIA e dalla White House contro la Russia usando il pretesto della vicenda in Ukraina .

 

Ma come è possibile che molte persone siano così stupide ? Come è possibile che molti non capiscano che il momento è di una gravità drammatica e che riguarda tutti i cittadini europei . Solo se i russi saranno capaci a neutralizzare ed annientare in tempi rapissimi i nazisti di Kiev nell’ Ukraina orientale , si potrà evitare il conflitto armato tra nazioni su vasta scala internazionale . Perchè se ciò non accadesse altre nazioni entreranno subito in guerra a fianco della Russia e sarà peggio della seconda guerra mondiale , perchè nel 2014 le sole due potenze militari della Cina e della Russia fanno già tremare gli imperialisti occidentali capeggiati dai padroni di Washington e di Bruxelles .

 

I criminali della CIA e della NATO hanno pianificato tutto in modo scientifico . Una crisi economica e finanziaria nella UE per mettere in ginocchio drammaticamente le economie dei vari Paesi europei , per ridurre alla miseria e alla fame le popolazioni e per creare paura e depressione di massa . In questo modo , hanno studiato i delinquenti , le masse non avranno le capacità di manifestare contro le decisioni di provocare l ‘ultima fase della terza guerra mondiale con epicentro in Ukraina .

 

 

Solo la Russia di Putin potrà fermare i criminali degli USA , UE e NATO , neutralizzando e annientando i nazisti di Kiev . Solo così si eviterà la guerra su vasta scala .

 

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Questi individui sono dei criminali ai quali non interessa nulla della tua vita , sì dico a te che stai leggendo , del tuo futuro non gliene frega niente , nè dei tuoi figli e nè della loro salute o della loro vita . Se dovessero essere chiamati in guerra , a questi banditi non gliene frega un cazzo dei tuoi figli ! Meglio che anche tu cominci a pensare come stanno facendo milioni di persone che hanno ancora una dignità e una coscienza. Che non vogliono essere schiavi di questi delinquenti . Meglio che cominci a riflettere su cosa scegliere in questa situazione drammatica voluta da questi individui criminali . Pensaci  .

 

 

 

 

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WANTED FOR CRIMES AGAINST HUMANITY

 

 

BARACK OBAMA , ALEXANDER TURCHNYNOV ,

YULIA TYMOSHENKO ,

JOHN BRENNAN , ANDERS FOGH RASMUSSEN

 

ARE CRIMINALS THAT TODAY APRIL 25, 2014 HAVE ORDERED TO KILL AND MASSACRE THE PEOPLE OF EAST UKRAINE WHO DO NOT WANT TO BE SLAVES OF NAZIS IN KIEV

 

 

FOR THESE CRIMINALS TO SHOOT ON SIGHT

 

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Ai vertici dell’Ue una banda di criminali: processateli

 

Le politiche di austerità, gli aggiustamenti strutturali, le privatizzazioni imposte agli Stati membri dai vertici Ue, ovvero dalla cosiddetta Troika (Bce, Fmi e Commissione) stanno infliggendo privazioni insostenibili a milioni di cittadini. In Italia, non meno che in Grecia, Spagna e Portogallo, la disoccupazione è alle stelle. Il Pil ha perso oltre 10 punti rispetto al 2007. La combinazione di micidiali indicatori come la deflazione (crollo dei prezzi), la domanda stagnante e la crescita-zero sta portando le rispettive economie, a cominciare dalla nostra, verso il disastro. Errori? No: crimini. Lo sostiene un gruppo di giornalisti e politici greci, che a fine 2012 ha inoltrato alla Corte Penale Internazionale dell’Aja una denuncia per “sospetti crimini contro l’umanità” a carico dei vertici della Troika: il presidente della Commissione Europea, Barroso, la direttrice del Fmi, Lagarde, del presidente del Consiglio Europeo, Van Rompuy, nonché della cancelliera Angela Merkel e del suo ministro delle finanze Wolfgang Schäuble.

 

A sua volta, aggiunge Luciano Gallino in un intervento su “Repubblica” ripreso da “Micromega”, un’attivista tedesca nel campo dei diritti umani, Van Rompuy, Barroso e MerkelSarah Luzia Hassel, appoggiava la denuncia con una documentatissima relazione circa le azioni compiute dalle citate istituzioni a danno sia della Grecia che di altri paesi, europei e no. «Tutte azioni suscettibili di venir configurate addirittura come crimini contro l’umanità, ai sensi dell’articolo 7 dello Statuto di Roma della Corte Penale dell’Aja». Si va dalla liquidazione della sanità pubblica alle politiche agricole che hanno affamato milioni di persone, dalla salvaguardia del sistema finanziario a danno dei cittadini ordinari alle ristrette élite che influenzano le decisioni delle istituzioni stesse, fino agli interventi nel campo del lavoro e della previdenza atti a ledere basilari diritti umani. Un terzo documento, infine, che accusa i vertici Ue di gravi forme d’illegalità, è stato pubblicato a fine 2013 dal centro studi di politiche del diritto europeo di Brema, su richiesta della Camera del Lavoro di Vienna.

Documenti che «giacciono tuttora nei cassetti dei destinatari», benché rinverditi da clamorose denunce come quella della rivista medica “Lancet” «circa i danni che sta infliggendo alla popolazione la crisi della sanità in Grecia per via delle misure di austerità imposte dalle istituzioni Ue». In pratica, «chi soffre di cancro non riesce più a procurarsi le medicine necessarie, divenute troppo costose», e «la quota di bambini a rischio povertà supera il 30%». In Grecia sono ricomparse, dopo quarant’anni, malaria e tubercolosi, mentre i suicidi sono aumentati del 45% e chi fa uso di droga non dispone più di siringhe sterili distribuite dal sistema sanitario, per cui utilizza più volte la stessa siringa. Risultato: i casi di infezione Hiv rilevati sono ormai centinaia. Sarah Luzia HasselAttenzione: «L’Italia, insieme con Spagna, Portogallo e Irlanda, appare avviata sulla stessa strada della Grecia», avverte Gallino.

Il sistema sanitario nazionale italiano è alle corde: «Anche da noi i tempi di attesa per le visite specialistiche si sono allungati sovente di molti mesi perché i medici che vanno in pensione non sono rimpiazzati». Inoltre, le prestazioni sono sempre più costose, al punto che molti rinviano le analisi o «rinunciano a visite mediche o esami clinici perché i ticket hanno subito forti aumenti e non riescono più a pagarli». Paradossale: «Coloro che vanno in un laboratorio convenzionato si sentono dire che se scelgono la tariffa privata spendono meno del ticket». Senza contare che «molte famiglie non riescono più a mandare i bimbi all’asilo o alla scuola materna perché i posti sono stati ridotti, o la retta è aumentata al punto che non possono farvi fronte».

La Grecia è vicina, ammonisce il rapporto di “Lancet”: «Se le politiche adottate avessero effettivamente migliorato l’economia, allora le conseguenze per la salute potrebbero essere un prezzo che val la pena di pagare. Per contro, i profondi tagli hanno avuto in realtà effetti economici negativi, come ha riconosciuto perfino il Fmi». In altre parole, riassume Gallino, non soltanto i vertici Ue hanno dato prova, con le politiche economiche e sociali che hanno imposto, di una «scandalosa indifferenza per le persone che vi erano soggette», ma queste sciagurate politiche «si sono pure dimostrate clamorosamente sbagliate». Nel 2008, diversi giuristi americani ed europei parlarono di “crimini economici contro l’umanità”, commessi dai dirigenti dei maggiori gruppi finanziari. Ma nel caso della crisi europea non si tratta più di attori privati (banchieri-pirati), bensì dei massimi esponenti della dirigenza Luciano Gallinopubblica della Ue, cui è stato affidato l’oneroso impegno di presiedere ai destini di 450 milioni di persone ai tempi della crisi.

I vertici dell’Ue «hanno mostrato anzitutto una clamorosa incompetenza della gestione della crisi», e hanno scelto di «favorire gli interessi dei grandi gruppi finanziari andando contro agli interessi vitali delle popolazioni». Di fatto, «hanno dato largo ascolto alle maggiori élite europee, e in più di un caso ne fanno parte». Soprattutto, «hanno mostrato di non tenere in alcun conto le sorti delle persone cui si dirigevano le loro politiche». Stando al documento di Brema, le violazioni dei diritti umani compiute dai vertici Ue, in spregio agli stessi trattati dell’Unione, potrebbero essere portate davanti a varie corti e istituzioni europee, nonché davanti a organizzazioni internazionali quali l’Onu e l’Organizzazione Internazionale del Lavoro. Domanda: «È mai possibile che non siano chiamati a rispondere per nulla delle illegalità non meno che degli errori che hanno commesso, e delle sofferenze che hanno causato con l’indifferenza se non addirittura il disprezzo dimostrato verso le popolazioni colpite?”

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La Merkel contro tutti: “prima o poi l’Euro esploderà”

Partiamo da questo articolo tratto da Voci dall’Estero:

“Le Monde: Cronaca di una cena del Consiglio Europeo -Tutti contro Merkel (ma Letta c’era?)

Resoconto straordinario di Le Monde sui colloqui avvenuti durante la cena del Consiglio Europeo di giovedì 19 Dicembre. A quanto pare, i leaders europei temono di perdere le elezioni e cercano di resistere (per ora) alle pressioni della Germania…
Dalla ricostruzione dei colloqui fatta da sulla base di comunicazioni interne, la maggior parte dei capi di Stato e di governo dell’Unione europea si sono alleati contro il progetto avanzato dalla Merkel per affrontare la crisi del debito sovrano: la firma di contratti vincolanti tra ciascuna capitale e la Commissione europea per esercitare uno stretto controllo sulle riforme, in cambio, se del caso, di qualsiasi incentivo finanziario.
Inizia Herman van Rompuy, presidente del Consiglio europeo
“Abbiamo bisogno di spingere di più sulle riforme strutturali, su cui tutti devono impegnarsi”.

 

Ma fin dall’inizio, anche i tradizionali alleati della Germania prendono le distanze dalla proposta di Angela Merkel. L’austriaco Werner Faymann, evidenziando la sovranità degli stati dice:
“Ogni regola vincolante deve rispettare i parlamenti”.
Replica poco dopo il Cancelliere Merkel
Non c’è resa della sovranità”. “Gli accordi contrattuali sono negoziati da voi, con il vostro Parlamento. “Anche i nostri giornali parlano di diktat “, cerca di rassicurare la Merkel sulle raccomandazioni inviate da Bruxelles.
“MOLTE RIFORME SONO STATE EFFETTUATE SENZA SOLIDARIETÀ”
il primo ministro olandese, si è detto:
convinto che questi contratti non aiuteranno
Egli diffida degli aiuti concepiti a Berlino per incoraggiare le riforme. Nei Paesi Bassi:
“molte riforme sono state fatte senza vincolo di solidarietà e ora noi dobbiamo pagare per coloro che non hanno fatto le riforme in merito a possibili incentivi finanziari”. Aggiunge il finlandese Jyrki Katainen
“Non è una questione di soldi , si tratta della legittimità dell’integrazione europea” piani di salvataggio hanno alimentato il populismo. È un cancro”.
Per i paesi del Sud è Mariano Rajoy, il leader del governo spagnolo, che va alla carica:
“Molti di noi fanno le riforme“,

ha detto il leader conservatore. I contratti devono essere fatti su base “volontaria“, insiste.
Poi Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea , uno dei pochi, con José Manuel Barroso, a sostenere il Cancelliere:
“Se non fate le riforme, perderete la sovranità nazionale”
Di fronte all’insistenza di Mariano Rajoy nel voler eliminare il vincolo giuridico, Angela Merkel si lascia sfuggire:
“Prima o poi, senza la necessaria coesione, l’euro esploderà ( …) Se questo testo non è accettabile per la Spagna, lasciamolo cadere, se ne riparlerà tra dieci anni.Se tutti si comportano come si faceva sotto il comunismo, allora siamo perduti”.
afferma il Cancelliere, quando il leader maltese oppone le sue forti riserve.
Non convinto, Francois Hollande rimane piuttosto discreto. Egli evita di parlare della “capacità finanziaria” che la Francia propone di negoziare in cambio di questi contratti.
“Ci sono quelli che non vogliono più la disciplina e temono che diventerà vincolante. E altri che non vogliono pagare. Mettiamoci d’accordo sui principi e decidiamo i dettagli dopo le elezioni europee del maggio 2014″.
Elio di Rupo il primo ministro belga, è sulla stessa linea:
“Le elezioni europee si avvicinano, non presentiamo un‘Europa armata di bastone.”
Davanti a tanta resistenza,Angela Merkel si spazientisce:.
“Sono cresciuta in uno stato che ha avuto la fortuna di ricevere l’aiuto della Germania dell’Ovest per tirarsi fuori dai guai. Ma nessuno lo farà per l’Europa”,
afferma, prima di fare riferimento al peggio della crisi dell’Unione monetaria:  “Allora abbiamo discusso se la Grecia avrebbe dovuto lasciare la zona euro e credo che se questo fosse accaduto, tutti avremmo dovuto uscire poco dopo.A un certo punto la cosa deraglierà, usciremo dai binari”.
Angela Merkel racconta di aver letto il libro , di Christopher Clark, sull’entrata in guerra nell’estate del 1914:
“Hanno tutti fallito e questo ha portato alla prima guerra mondiale, dice lei, prima di cambiare registro: “ Per lei, è meglio pagare 3 miliardi di € ora per incoraggiare i cambiamenti che dover fare un salvataggio da 10 miliardi tra qualche anno.
Ma non serve a nulla. Angela Merkel allora propone di rimandare la decisione al dicembre 2014:
“Non voglio che qualcuno mi dica che ha perso le elezioni“, a causa dei contratti.
Io non ci sarò più“, ha detto Barroso
“Non importa!” si lascia sfuggire il Cancelliere
“Non morirò per i contratti” conclude Herman Van Rompuy, “ma voglio finire il lavoro prima di lasciare il mio posto“, nel novembre 2014. Ha poi convenuto di rinviare la decisione da giugno a ottobre 2014.

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LA MERKEL HA PAURA DEL VOTO TEDESCO ALLE EUROPEE: BLOCCA FINANZIAMENTI ALLA GRECIA PER NON DISCUTERLI IN PARLAMENTO

lunedì 17 febbraio 2014
BERLINO – La cancelliera tedesca Angela Merkel, riporta domenica Der Spiegel, ha di fatto bloccato l’offerta avanzata dal ministro delle finanze Wolfgang Schaeuble rispetto a un nuovo aiuto alla Grecia prima delle elezioni europee del prossimo maggio per evitare che nel paese ellenico siano i partiti antieuropeisti a prevalere.
Tuttavia, riporta la rivista tedesca, le preoccupazioni di Angela Merkel sono interne e il timore è quello che il partito anti-euro Alternative for Germany (AfD) possa beneficiare di un nuovo dibattito parlamentare su nuovi aiuti ad Atene.


Anche l’oligarca Olli Rehn, il commissario europeo alle questioni economiche e monetarie, ha dichiarato, in un’intervista di ieri a Welt am Sonntag, di essere contrario a nuovi aiuti ad Atene prima delle europee. Secondo Rehn un dibattito su un ulteriore alleggerimento del debito greco potrebbe essere discusso “durante l’estate o dopo”
Da parte sua, Schaeuble ha pero’ definito l’articolo di Spiegel inappropriato. “Le divisioni federali competenti in materia stanno lavorando a ulteriori interventi di cooperazione per la Grecia”, ha replicato un suo portavoce, ricordando che il programma di aiuti per Atene dura fino alla fine del 2014. “Se vi sara’ ancora bisogno di aiuti sara’ chiaro solo a meta’ 2014″ – ha concluso diplomaticamente.
La realtà non detta da tutti costoro, tuttavia è un’altra: se alle europee dovesse trionfare in Grecia come altreve in Europa il fronte dei partiti contrari alla UE e all’euro, vi sarebbe la “vendetta tedesca” che passerebbe attraverso il congelamento di ogni genere di finanziamento in euro agli Stati dell’eurozona.

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La Merkel accusata di complicità con i neonazisti ucraini

“Signora Merkel, lei sta dando il suo appoggio ai neonazisti dell’Ucraina”.  Così il capo dell’opposizione tedesca Gregor Gysi, ha duramente contestato l’atteggiamento della Merkel rispetto alla crisi dell’Ucraina

 

BERLINO  – Il capo dell’opposizione tedesca si e’ rivolto al cancelliere Angela Merkel con parole  nette ed inequivocabili,  chiedendo di sottrarre il sostegno al nuovo governo ucraino denunciando  il carattere neo-nazista di tale governo.
“Signora Merkel! Il vice-premier (del nuovo governo di Kiev), il ministro della difesa, quello dell’agricoltura, quello dell’ambiente ed il procuratore generale…Sono fascisti!”.
Così Gregor Gysi, capo del gruppo del principale partito di sinistra tedesco al parlamento, che ha aggiunto: “Questa gente fa affermazioni del tipo: prendete le armi, combattete i maiali russi, i tedeschi, i maiali ebrei e gli altri”.

Gysi, ha citato queste dichiarazioni del leader ucraino Tyagnibok, che fa parte delle forze autoproclamatesi nuovo governo di Kiev. L’allarme lanciato da Gysi e’ che l’attuale governo ucraino e’ collegato ad altre formazioni estremiste e neo-naziste in Europa ed il sostegno a questo partito potrebbe rivelarsi particolarmente controproducente.


In grave imbarazzo la frau Merkel  la quale, per ottemperare frettolosamente  alle richieste americane di riconoscimento della giunta golpista, non ha esitato a riconoscere il nuovo governo di Kiev senza neppure approfondire le posizioni neo naziste di una parte consistente degli esponenti governativi.
Lo stesso imbarazzo provato quando è emerso, dalle registrazioni della Caterine Ashton (rappresentante UE)  con il ministro degli esteri estone, Urmas Paet, che le vittime dei cecchini della piazza Maidan erano da addebitarsi a cecchini e provocatori pagati dalla stessa opposizione, quella che poi ha ottenuto di rovesciare il governo di Yanukovich ed istallarsi al potere con un vero e proprio golpe appoggiato dagli USA e dalla UE. (vedi:telefonata Urmas Paet).
Non una parola di commento su queste pesanti responsabilità che rafforzano la versione russa del complotto ordito dagli USA per rovesciare il governo legittimo di Kiev, con l’avallo dei vassalli europei come la Merkel , Cameron e Hollande. L’Italia non  viene neanche menzionata   in quanto conta come il 2 di picche ad un tavolo da gioco.
Adesso la Merkel fa la voce grossa con Putin fingendosi “indignata” per la decisione russa di far proclamare l’annessione della Crimea alla federazione Russa sulla base di un referendum e del principio di autodeterminazione. Guarda caso era stata proprio la Germania a suo tempo a spingere per il distacco delle repubbliche della ex Yugoslavia, come Croazia, Slovenia, Bosnia e Kosowo e far proclamare l’autonomia di quest’ultima  dalla Serbia, sulla base dello stesso principio.
Ancora più ipocrita la posizione del primo ministreo britannico, David  Cameron, quello stesso che aveva sostenuto il principio dell’autodeterminazione per sancire l’appartenenza alla Gran Bretagna delle isole Falkland Malvinas, reclamate dall’Argentina, in quanto abitate da popolazione di origine inglese.
I principi sono come gli elastici: si tirano dalla parte dove più conviene. Questa la doppia morale della frau Merkel assieme ad Obama e gli altri soci europei.

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Frau Merkel da il via libera al “fiorentino”

 

Matteo Renzi, come un diligente scolaretto, ha sottoposto alla Angela Merkel , nell’incontro di quest’oggi il suo programma di governo e di riforme per ottenerne l’approvazione in cambio della garanzia (immediatamente fornita a Berlino) che l’Italia continuerà le politiche di austerità per non sforare i vincoli che impone l’Unione Europea (Fiscal Compact e limite del 3% nel rapporto debito/pil su tutte).

Ancora una volta vediamo un Presidente del Consiglio che dimostra una evidente stato di subalternità politica ai dettami dell’Europa a guida Merkel. Niente di nuovo sotto il sole, dopo i personaggi come Monti e Letta, fiduciari diretti dei poteri finanziari, ci avevamo fatto l’abitudine. Tuttavia Renzi, volto nuovo della politica, è forse quello che ha reso ancora più evidente il grado di subalternità a cui gli esecutivi di Napolitano hanno condannato l’Italia.

 

Renzi nel presentare il suo programma di riforme, ha reso evidente che l’Italia, per fare qualsiasi passo, deve ottenere l’assenso previo della Troika europea ed in particolare della frau Merkel che ne rappresenta il membro più influente. Che si tratti del “Job Act”, la nuova legge sul lavoro o che sia il programma di riduzione del cuneo fiscale”, il fiorentino deve sottoporre il tutto preventivamente al visto buono della Merkel e della Troika  che comprende, oltre alla tedescona, anche la BCE ed il FMI, gli organismi che dispongono del potere di approvazione o di veto.  Come accade in un qualsiasi paese colonia sottoposto ad una autorità esterna.

Poiché l’approvazione l’ha ottenuta (“state andando per il verso giusto” gli ha detto la Merkel) come qualsiasi buon cameriere servitore, Renzi può tornare a casa contento. Non così l’Italia, il paese reale dove si dovrebbe essere ben consapevoli che, tutto quello che si decide a Bruxelles e Francoforte torna utile alla Germania nel sistema dell’euro, mentre rappresenta una perdita per il sistema economico italiano. Si è calcolato infatti che per ogni azienda manifatturiera della penisola che chiuda i battenti, si apre una opportunità in più per le aziende tedesche di sopperire ad una produzione che quasi sempre era in concorrenza con le aziende tedesche dove si paga il denaro 4 punti in meno circa  che in Italia, le tasse molto minori  che in Italia, idem per l’energia e non parliamo di burocrazia e di infrastrutture. Nelle valli bergamasche come nel vicentino, nel bresciano e nel padovano, dove si è creato un panorama di deserto industriale con capannoni chiusi ed aziende in vendita, questa cosa si è ormai capita mentre si fa più fatica a capirla in quelle zone ed in quegli uffici pubblici  dove si vive di burocrazie parassitarie e di stipendi elargiti grazie alla casta politica. In questi luoghi si pensa che la “cuccagna” non debba finire mai.

Nel frattempo, arrivando gli echi della crisi internazionale anche nei corridoi dei palazzi in Germania dove si è recato il fiorentino, sembra doveroso  rilasciare  una dichiarazione in merito ed il fiorentino non si è sottratto. A proposito della crisi ucraina, Il premier Renzi, da Berlino, sottolinea che «Italia e Germania e gli altri paesi UE  hanno lavorato e lavorano per tenere aperto un forte canale di dialogo con la Russia, pur ritenendo che il referendum di Crimea sia illegittimo. ..”

Così ha sinteticamente dichiarato il premier italiano senza che qualcuno gli ricordasse che lui ed il suo governo, a differenza di quello attuale della Crimea, non sono stati eletti e di conseguenza sarebbero molto meno legittimati democraticamente loro che non gli esponenti della Crimea che sono ricorsi alle urne per legittimarsi.

Difficile d’altra parte far capire a Renzi che ancora una volta l’Italia e l’Unione europea si accodano supinamente ai voleri ed agli interessi del padrone statunitense anche in contrasto con l’interesse nazionale, giustificando il golpe di Kiev attuato tramite la CIA, biascicando di “diritto internazionale violato” proprio quelli che hanno calpestato tale diritto innumerevoli volte con il rovesciamento fatto con la forza di governi legittimi di nazioni sovrane. Sarebbe tempo perso ma ci auguriamo che prima o poi Renzi ed il suo ministro degli esteri, la signora Federica Mogherini, possano  ad esempio recarsi in visita  in Libia, paese a noi familiare ed a breve distanza dalla Sicilia,  per verificare di persona “quanto diritto internazionale” e “quanta democrazia” abbiano portato i padroni americani che si presentano oggi come inflessibili difensori del diritto internazionale quando risulta a loro comodo.

Non si deve però scordare Renzi  di indossare un buon giubbotto antiproiettile, visto che da quelle parti il tradimento degli italiani, schieratisi con la NATO per bombardare Tripoli, non se lo sono dimenticati anche se quel bombardamento naturalmente era “legittimo” e rispettava ogni norma di “diritto internazionale”.

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Prendiamo in parola Angela Merkel: del suo Euro, non ne vogliamo più sapere!”. 

 

La strategia di Berlino dietro i “contratti” proposti ad i paesi meridionali
È sintomatico come Angela Merkel, il 19 dicembre scorso, abbia potuto dichiarare senza provocare particolari turbamenti che: “Prima o poi, senza la necessaria coesione, l’Euro esploderà”.

Senza coesione, scrive Jacques Sapir, vale a dire senza la presenza di un sistema di trasferimenti finanziari considerevoli, l’Euro non è sostenibile. Il  calcolo dell’economista francese per l’importo che la Germania dovrebbe fornire è tra l’8 e il 10% del suo PIL ed è perfettamente chiaro che non può farlo senza distruggere il suo modello economico: esigere ogni anno dalla Germania una « solidarietà »compresa tra i 220 e i 232 miliardi equivale a chiederle di suicidarsi.

 

Conscia di tutto questo, prosegue Sapir, Angela Merkel propone “ contratti “   tra i paesi del sud e la Germania. Praticamente, ciò porterebbe a costruire, accanto alle istituzioni europee, un altro sistema istituzionale, nel quale i diversi Paesi sarebbero legati alla Germania in modo vincolante. La cancelliera sa perfettamente cosa pensa la Corte costituzionale di Karlsruhe che nella sentenza del 30 giugno 2009 ha dichiarato come l’Unione europea rimane un’organizzazione internazionale il cui ordinamento è derivato, poiché gli Stati rimangono padroni dei trattati ed è chiaro che la Germania non condivide, e non condividerà in un prossimo futuro, nebulose idee su un « federalismo » europeo. Il significato dei cosiddetti « contratti » è quindi chiaro: in cambio di una garanzia di sovranità, “poiché avrete liberamente accettato questi  contratti” – i paesi del sud si impegano a rispettare determinate regole vincolanti, in seno a una struttura di contratti che vi legano alla Germania.

La questione dell’Unione bancaria, strombazzata recentemente, conferma questo modo di procedere. Nell’autunno del 2012, i Paesi meridionali dell’Eurozona hanno, insieme alla Francia, strappato il principio di un’« Unione bancaria » che doveva essere al tempo stesso un meccanismo di sorveglianza e di regolazione delle banche dell’Eurozona, ma anche un dispositivo che avrebbe assicurato una gestione concertata delle crisi bancarie. La Germania ha ovviamente, ha conseguito i propri scopi. L’accordo firmato nella notte tra il 18 e il 19 Dicembre 2013, e che è stato salutato da alcuni come un passo decisivo per l’Euro non ha stabilito nulla. Il meccanismo di supervisione, sottolinea Sapir, riguarda solo 128 banche tra le 6000 che figurano nell’Eurozona. E per quanto riguarda il fondo di risoluzione delle crisi, esso raggiungerà l’ammontare di 60 miliardi, somma peraltro ridicolmente bassa, solo nel… 2026 !

E’ del tutto inutile continuare a mantenere qualche speranza in un’ Europa « realmente »federale. Opporre alla situazione attuale una « prospettiva federale », del tutto ipotetica e a dire il vero la cui probabilità di realizzazione è inferiore a quella di un sbarco di marziani, non ha alcun senso, se non quello di imbrogliare la gente e farle prendere lucciole per lanterne ! Il sogno federalista si è rivelato essere un incubo. È quindi necessario svegliarsi.
In secondo luogo, la Germania è perfettamente consapevole del fatto che è necessaria alla sopravvivenza dell’Euro una forma di federalismo, ma non ne vuole pagare il prezzo. Quindi, ciò che effettivamente propone ai suoi partner sono dei cosiddetti« contratti » che li costringeranno a sopportare la totalità dei costi di adeguamento necessari alla sopravvivenza dell’Euro, mentre lei stessa sarà l’unica a trarre profitto dalla moneta unica. Questi « contratti » faranno sprofondare l’Europa meridionale e la Francia in una recessione senza precedenti, da cui questi Paesi usciranno annientati sul piano industriale e sociale. Laurent FAIBIS e Olivier PASSET hanno appena pubblicato un dibattito sul Les Échos in cui spiegano perché l’Euro può giovare solo a un Paese, che si è stabilito al vertice del processo industriale, e perché, invece di mettere l’Euro al servizio dell’economia, è l’economia ad essere sacrificata in nome dell’Euro. Una tale situazione verrebbe perpetuata se, sfortunatamente, dovessimo avere un governo che accettasse di passare sotto le forche caudine dei contratti.

Dato che un’Europa federale non è possibile, e in realtà neppure concepibile dal punto di vista tedesco, se non si arriva ad una situazione di « coerenza » – che non significa altro che acconsentire alla totalità delle esigenze tedesche –, in queste condizioni la Germania è pronta a rinunciare completamente all’Euro. La Signora MERKEL vorrebbe fare di questa alternativa una minaccia per costringerci ad accettare il suo concetto di « contratti ». Forse per la prima volta dal 1945, conclude Sapir, un dirigente tedesco espone in modo così crudo il progetto di dominazione sull’Europa. Queste stesse dichiarazioni hanno l’immenso vantaggio di gettare una luce cruda sulla situazione dei paesi dell’Europa meridionale ed è bene ricordarlo nelle prossime elezioni europee. “Non per obbedire alla Signora Merkel, ma per prenderla in parola e dirle che, del suo Euro, non ne vogliamo più sapere!”.

I liberatori se le prendono dai liberati

I liberatori se le prendono dai liberati

© Flickr.com/P Donovan/сс-by-nc

È poco probabile che nel XXI secolo si verifichi una terza guerra mondiale, ma la guerra ai monumenti ai soldati sovietici nell’Europa orientale è stata annunciata con precisione. Ora a Praga un artista locale organizza una “performance”, e ridipinge di rosa un carro armato T-34, installato in memoria della liberazione della città nel maggio del 1945.

Ora il capo dell’amministrazione locale di Brno toglie la falce e il martello dal monumento ai soldati sovietici caduti. Ora al monumento “Aleša” nella bulgara Plovdiv viene appuntato un mantello rosso e una maschera nera sul volto, in modo che il soldato sovietico da lontano sembri Zorro. E quanti attacchi ha subito il complesso alla memoria dei liberatori sovietici sulla collina di Gellért-hegy a Budapest, non si può dimenticarlo. Una lunga storia ha anche la “guerra ” con i vandali del monumento dell’esercito sovietico nel centro di Sofia. Nel 2011, dei soldati non identificati hanno ridipinto le figure a bassorilievo, trasformandole in eroi dei fumetti americani: Superman, Joker, Babbo Natale, e il pagliaccio Ronald McDonald.

In questi giorni, sul monumento dell’esercito sovietico liberatore di Sofia, hanno deciso di rifarsi su… l’Ucraina. Se non approvate gli eventi ucraini, eccovi la figura del monumento con i colori della bandiera ucraina. Il canale televisivo “Euronews” ha pubblicato sulla sua pagina ufficiale di Facebook le foto di una ragazza che tiene in mano la figura colorata di un soldato. Non si tratta più di raffinatezze di artisti-avanguardisti, ma di un passo abbastanza consapevole verso la vendetta politica. Solo contro chi? Contro chi ha dato la vita per gli altri? Il Ministero degli Esteri ha chiesto alle autorità bulgare di trovare i colpevoli, e ha espresso la sua indignazione al canale televisivo europeo.

Un senso di disagio verso i propri concittadini lo sta vivendo oggi una residente di Sofia, l’amministratore delegato della società di consulenza «Advising couching and consulting», Tsvetelina Taseva.

Quello che sta accadendo con il monumento dell’esercito sovietico a Sofia è reale vandalismo. I giovani, quelli che si occupano di arte, a quanto pare non sono nemmeno a conoscenza in onore di quali eventi questo sia stato posto. Leggono in internet della Russia, e cercano un modo per sfogare la loro insoddisfazione, e cominciano a verniciare il monumento simbolo della vittoria russa sui nazisti. Le autorità si comportano come se non lo notassero nemmeno. La domanda è: chi dovrebbe preservare la memoria dei soldati che hanno combattuto per la liberazione dell’Europa? Perché non si ha fretta di lavare via anche i segni fascisti, quando appaiono sul monumento? Capisco che tutto questo sia doloroso per i russi, e, come residente di Sofia, voglio scusarmi con loro per questi vandali a me sconosciuti.

La guerra contro i monumenti è un segno di immaturità sociale. La storia bisogna conoscerla, e non sfogare sui suoi simboli la rabbia del giorno. Secondo Tsvetelina Taseva, nelle scuole bulgare quasi in maniera offensiva si dedica poco tempo allo studio della seconda guerra mondiale. La gioventù quindi cresce, avendo una vaga idea per quanto riguarda la partecipazione della Bulgaria, e la liberazione del paese da parte delle truppe del Terzo Fronte Ucraino dell’esercito sovietico. Ecco allora che alzano la mano proprio i discendenti di coloro che hanno liberato il paese dai nazisti, sui monumenti in onore dei liberatori russi della “peste nera”.

23 febbraio 2014  Stampa articolo Stampa articolo
FEBBRAIO 22, 2014
 

“Sapremo che il nostro programma di disinformazione è riuscito quando tutto il pubblico americano crederà sia falso”. William Casey, direttore della CIA (prima riunione del personale, 1981)

E’ stata una giornata intensa spulciando tra le notizie e il flusso costante dalle fonti sui gruppi filo- occidentali che hanno ripreso le proteste degenerandole in violenze. Questo ha dato all’UE ciò di cui aveva bisogno per innescare, in sicurezza, le prime sanzioni a certi membri del governo. Ma perché? Fonti indipendenti confermano che, quando sembrava che la tregua si preparasse e la  protesta s’indebolisse, i rivoltosi estremisti e i loro mandanti decisero di provocare la ripresa degli scontri, per ritornare sui titoli dei giornali. Anche l’AP ha parzialmente ragione. “Temendo che l’invito alla tregua fosse uno stratagemma, i manifestanti hanno lanciato bombe incendiarie avanzando verso la polizia, nella capitale occupata dell’Ucraina.” Solo in fondo, alla fine dell’articolo accenna alla situazione di stallo tra governo e opposizione, che ha permesso ai rivoltosi estremisti di controllare la piazza. Ma, “Sì, questo è il problema”, come dice l’Amleto di Shakespeare. Chi sono davvero i rivoltosi estremisti e chi li manovra? I media occidentali propagandano un quadro interno del conflitto civile… Ucraina occidentale contro Ucraina orientale. Ma ciò mostra solo chi partecipa all’aggressione. L’occidente, la NATO e in particolare gli Stati Uniti, hanno costruito le forze di destabilizzazione in Ucraina da tempo.

 
 
Certamente tutti quei giornalisti occidentali ben pagati non l’avrebbero ignorato. Non manca Gladio, la forza di resistenza e sabotaggio nelle retrovie addestrata durante la guerra fredda e creata nel caso in cui l’Unione Sovietica prendesse tutta l’Europa. Erano troppo spaventati per riferirlo. I mandanti di Gladio sono inaciditi, quando dopo anni di inattività qualcuno ha ritenuto che fossero sprecati. In Italia furono più spietati perché c’era una forte presenza comunista che avrebbe potuto controllare grandi città. Quando sembrava che fossero quasi pronti a vincere di nuovo, Gladio venne dispiegata per condurre attentati terroristici “casuali” contro persone nei supermercati o sparando su gruppi di civili. Le bande terroristiche di sinistra furono formate per tali attentati, naturalmente, il pubblico rispose di conseguenza e il partito comunista perse le elezioni. Alcuni procuratori italiani molto coraggiosi studiarono per anni per condannare i responsabili, ma furono bloccati non solo dalla  struttura d’intelligence italiana ma anche della NATO e degli Stati Uniti. Perché?… Perché così si dimostrava che compiendo attentati attribuendoli all’opposizione, si colpiva in modo subdolo la loro immagine pubblica… bene… tale tipo di colpi è uno strumento popolare. Lo vediamo all’opera in questa Neo-Guerra Fredda dell’occidente. Si rispolverano le vecchie Psyops di destabilizzazione dell’intelligence della prima guerra fredda, mettendogli un po’ di nuovo rossetto e mandandole in passerella a sgambettare. Ma naturalmente hanno l’immunità diplomatica negli omicidi e nel caos, qualcosa che subiremo un giorno, se non se la prendono con noi prima.

 

Il nocciolo duro dell’attuale opposizione ucraina sono i resti del primo tentativo occidentale d’installare governi fantoccio nella repubblica ex-sovietica. Ma c’è sempre bisogno di giovani teppisti per i disordini, e anche di pagarli. Così abbiamo lavorato sulle nostre fonti per sapere qual è… il rossetto. Naturalmente sullo sfondo ci sono i vostri soliti sospetti teppisti della Fondazione per la Difesa delle Democrazie, considerato un brutto scherzo nella comunità d’intelligence, esistendo soprattutto per rovesciare Paesi e installarvi corrotti governi filo-statunitensi. Hanno fatto cose che meriterebbero il processo di Norimberga… e l’appuntamento con un boia.E allora c’è un guazzabuglio di gruppi, bande di George Soros, le infinite ONG quasi sempre facciate dell’intelligence, e alla fine ufficialmente i paramilitari addestrati dalla NATO e dal dipartimento di Stato degli Stati Uniti, da cui proviene gran parte dei finanziamenti, per non sporcare le mani di Pentagono e CIA. Le nostre fonti ci dicono dell’invio via Lufthansa di merci pesantemente sorvegliate dal personale di sicurezza assai ben armato dell’ambasciata degli Stati Uniti, tipi che sembravano SEALS, ma probabilmente della sicurezza del dipartimento di Stato, un piccolo esercito di cui non si parla molto. Il profilo della sicurezza era simile a ciò che si vede quando tanto denaro viene spostato, come i pallet di banconote da 100 dollari che volavano in Iraq. Victoria Nuland del dipartimento di Stato si vantava dicendoci che i contribuenti statunitensi hanno gettato 5 miliardi di dollari di cui c’è disperatamente bisogno qui, per rovesciare il governo ucraino. Quanto costa la democrazia? Una fraccata di denaro presa dai diversi bilanci pubblici e una fraccata riciclata con le ONG. Non so perché certuni li lascino nel loro Paese, in maggioranza sono cavalli di Troia. Com’è successo in Siria, nei tuguri del Nord Africa furono reclutati miserabili criminali ed adolescenti annoiati, sfaccendati e senza prospettiva di un matrimonio. Gli assalti contro prigioni selezionate fornirono l’esperta leadership combattente necessaria ad inondare la Siria di squadroni di assassini e carne da cannone, gente che quando viene ammazzata, non importa a nessuno.

 

In Ucraina abbiamo visto un tocco diverso, europeo, rappattumando gruppi di nazionalisti, skinhead  e neo-nazisti, anche quelli finti… un vecchio trucco dell’intelligence. Ma abbiamo visto bandiere con la svastica slave, che possono essere vere o potrebbero anche essere oggetti di scena. Nessuno vuole perdersi il grande party delle rivolte di piazza, quindi gruppi come Narodni Otpor (CZ), e Combat-18 erano tutti presenti a Kiev. Si fanno chiamare macchina del terrore, dopo essersi addestrati nei tumulti calcistici. Ma questi sono solo carne da cannone di strada. C’erano i teppisti di Otpor di Gene Sharp, uno dei tanti gruppi di squadristi creati dalla Fondazione per la Difesa delle Democrazie, alla fine degli anni ’90, per deporre Slobodan Milosevic. 

 

 

 

Dietro i teppisti e i gangster di Otpor c’è la gente seria, i paramilitari che lavorano direttamente per le agenzie d’intelligence… la CIA ovviamente, e il BND tedesco, con entrambi i piedi nella NATO e nei vari rami militari speciali che li addestranoTutte queste persone “addestrate” sono pagate, hanno visti garantiti e vengono fatte sparire se le cose vanno male. Queste persone sono i cecchini che sparano sulla polizia ucraina al momento giusto, quando la folla avanza su di lei come è successo oggi. Loro sanno già come spingere la polizia a sparare per difendersi, così fanno in modo che una tale situazione si affermi. La storia di AP menziona cecchini della polizia, ma sarebbero usati solo contro chi spara. Ho visto un bel po’ di video stasera della polizia di Kiev sotto tiro. Un ottimo modo per spingere la polizia ad uccidere dei rivoltosi.

 

I manifestanti pagati sono rimasti per le strade, perché gli è stato detto di rovesciare il  governo e far uccidere abbastanza carne da cannone, affinché l’occidente possa imporre al governo delle sanzioni, con un passo alla volta. Anche gli ucraini occidentali vengono usati come carne da cannone, ma sono troppo stupidi per capirlo. Di solito non vogliono. E infine sono rimasto sorpreso nel vedere che nessun media ha menzionato che tale attacco occidentale in Ucraina sia la risposta a Putin per avergli impedito l’importante intervento militare in Siria. Gli insorti filo-occidentali collassano mentre scrivo, con la CIA che si agita per integrarli con una nuova carne da cannone dei campi profughi. E mentre gli Stati Uniti fingono preoccupazione per avere a che fare con gli estremisti jihadisti, alla fine non s’è vista alcuna mossa per soffocarne i rifornimenti dai Paesi del Golfo. Così, si tratta di una preoccupazione falsa quanto una banconota da tre dollari. Temo che le cose  peggioreranno prima di migliorare.Spendere 5 miliardi di dollari per dei teppisti, è una cosa che di solito non induce a voler perdere. E come abbiamo visto, uccidere la gente non è un loro problema morale. Il mondo ha bisogno di trovare un modo per difendersi da tali gangster del cambio di regime. Sono una minaccia per tutti. Le istituzioni giudiziarie hanno fallito. Verrà creato qualcosa di nuovo. Quindi cerchiamo di rimboccarci le maniche e di fare ciò che deve essere fatto. Dobbiamo  cambiare il loro regime.

 

 

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