Fuori dall' Unione Europea di Angela Merkel !

Better to die standing , than to live on your knees . Ernesto Guevara

Mese: febbraio, 2014

Le prove dei mercenari nazi-fascisti pagati dai politici criminali della UE , NATO , CIA e White House in Ukraine

 

 

Questa la denominazione dei nuovi militanti assoldati dalle lobbies per portare conflitti in Paesi da destabilizzare della zona grigia. Dopo il Nord Africa e la Siria, anche l’Ucraina è stata inesorabilmente colpita dalla rivoluzione violenta dei finti movimenti spontanei pro-europei e pro-democrazia. La loro avanzata viene coperta dall’opera di regia dei media, che associano filmati di disperazione popolare ad atti di violenza della polizia, orchestrando la propaganda sino al punto da far credere che sia in atto una rivoluzione. In realtà, l’Ucraina è stata spinta in una guerra a civile dopo mesi di negoziati, inutili ed inconcludenti, che avevano come unico obiettivo quello di sovvertire l’attuale ordine politico e spezzare ogni legame tra Kiev e Mosca. Ogni richiesta presentata veniva rilanciata con nuove proposte, sino a chiudersi in un circolo vizioso. Lo scopo di fondo dell’Euromaidan non era quindi negoziare con le istituzioni, ma abbatterle. Non c’è alcuna possibilità di trattativa, niente che possa fermare una macchina distruttiva entrata in azione, per cui nel tempo andrà sempre peggio.

 
La cronaca dei recenti eventi offrono un interessante spunto per dimostrare quanto ci sia di vero nella tesi dell’evidente manipolazione di questa rivolta civile. Indatti, a squarciare la tregua imposta a Kiev, sono le immagini trasmesse da tutti i media internazionali di un gruppo di ‘attivisti-mercenari’ che viene colpito dalla polizia, nei pressi del palazzo presidenziale, mentre si teneva l’incontro dei funzionari di Bruxelles con gli esponenti al potere. Ad un primo sguardo, sembra che la polizia abbia sparato contro dei manifestanti “pacifici” che si stavano spostando lentamente, mentre ad un’analisi più attenta è possibile notare dei piccoli dettagli che tuttavia dimostrano come quell’incidente sia stato provocato di proposito, per essere filmato in maniera dettagliata con una resa diremmo ‘professionale’. La sequenza delle immagini seguenti mostra come i primi colpi provengano dalle spalle dei manifestanti, con una raffica che deve colpire la schiera dei poliziotti. Subito dopo, si può notare che solo una persona si volta in direzione degli spari e della telecamera, mentre gli altri avanzano. La polizia, avendo ricevuto la raffica di proiettili, apre il fuoco, nella convinzione che siano anch’essi armati. Quando inizia la sparatoria, molti del gruppo vengono feriti, mentre la cosiddetta ‘talpa’, si nasconde tra gli alberi e resta in piedi fermo. Non si spiega, tuttavia, perché questo gruppo di persone stia avanzando verso la colonna della polizia, coprendo il capo ogni tre passi e ben sapendo che gli agenti erano pronti ad aprire il fuoco. Da notare come l’immagine sia molto stabile e di alta risoluzione, cosa che lascia pensare che il cameraman fosse posizionato in un luogo molto vicino, ben sapendo dove puntare l’obiettivo e lo svolgimento dei fatti, con grande calma e controllo della situazione.
 
Sequenza delle immagini
Primo colpo sparato lascia un segno nell’albero (00:17)
Una sola persona del gruppo si gira (00:22)
La stessa persona si nasconde (00:45)

Contestualmente, un’altra telecamera è stata piazzata dall’altra parte della strada, riprendendo da una posizione privilegiata l’azione dei poliziotti, posizionati a difesa dei palazzi delle istituzioni.

Immagini ad alta risoluzione dell’azione degli agenti
La manipolazione del messaggio mediatico, con un rapido montaggio è stata evidente, anche perché media allineati si guardano bene dal trasmettere le immagini delle manifestazioni degli scorsi giorni, in cui i protestanti sono armati e in pieno assetto di guerriglia.
 
 
 
Agente colpito da una molotov in pieno viso
Agente per terra e preso a calci dai manifestanti
Ex pseudo-nazisti, criminali, teppisti, debitori di gioco, vanno a riempire le fila della guerriglia urbana, addestrata con manuali della cosiddetta “rivoluzione intelligente” e metodologie d’assalto di stampo terroristico. L’equipaggiamento militare di cui dispongono i manifestanti, infatti, non è il solo elemento che contraddistingue la frangia, perché hanno anche tattica e strategia, grazie all’addestramento da ‘manuale’, che ogni rivoluzione arancione che si rispetti, deve avere. In rete è infatti disponibile quella della rivoluzione egiziana, che mostra, con schemi e rapide regole, quali slogan gridare (rigorosamente contro la corruzione o il leader di turno), come dirigersi nelle strade e i percorsi da fare (prevedendo sempre una via di fuga), come affrontare le situazioni di emergenza come i gas lacrimogeni o i colpi di manganello, cosa portare con sé all’interno degli zainetti (coca cola, limone, aceto, acidi,ect), come dispiegarsi tra la folla e come affrontare gli agenti nel corpo a corpo. Vi proponiamo di seguito alcune pagine del manuale della rivoluzione in Egitto, la cui versione tradotta in ucraino sta da tempo circolando, per chiunque voglia unirsi alla lotta armata.
 
Come scegliere i percorsi e studiare
il tragitto di fuga evitando vicoli ciechi
Come vestirsi e quali oggetti portare con sé
Come affrontare la polizia
 
 
Come dispiegarsi nella folla per
sfondare la colonna della polizia
Coinvolgere la polizia e convincerla
a passare dalla parte dei manifestanti
 
Guardando queste rapide regole per organizzare e vincere una sommossa, si possono intravedere i tanti punti in comune con le manifestazioni pseudo-democratiche a cui abbiamo assistito nelle tante piazze europee, dalla Grecia sino alla Spagna e all’Italia, sino alle più sanguinose rivolte del Nord Africa e dell’Ucraina, per poi approdare di nuovo nei Balcani, a cominciare dalla Bosnia. La portata di tali fenomeni è molto elevata, se si pensa alle competenze tecnico-militari per l’addestramento, il comando e il controllo per portare a termine la missione, come anche l’esborso economico-finanziario per la movimentazione di tali eserciti. Una frangia operativa, come quella del movimento Euromaidan, ha un costo di circa 2 milioni di euro a settimana, oltre al budget per droghe e anfetamine per mantenere il motore a giro.

 

 

Dietro tali frange mercenarie sovversive vi sono forti gruppi di interesse economico, e gli stessi Governi degli Stati Occidentali, che vedono in prima linea Stati Uniti e Germania.  Barack Obama, dall’alto del suo Premio Nobel, si è macchiato di crimini contro l’umanità come nessun Presidente americano aveva mai fatto sinora, sferrando attacchi con droni nello Yemen e in Pakistan contro civili inermi. Dal suo canto, Angela Merkel e l’Unione Cristiano Democratica – CDU, si sono resi complici della ricostituzione del partito nazista nella regione orientale dell’Europa, attraverso il quale troncare i legami con la Russia. Per non dimenticare George Soros, che con la speculazione finanziaria ha finanziato una fitta e diffusa rete di anarchici ed estremisti, pronti a colpire ovunque in Europa.  Questa è una sporca guerra, che non appartiene né ai popoli europei, né al mondo occidentale, e che rappresenta il fallimento del sistema bancario, che ha fatto ricorso al suo braccio armato per rastrellare risorse e recuperare i propri credit. Non dimentichiamo che la crisi finanziaria delle Banche tedesche, le cui tesorerie contengono ormai solo bonds e carta straccia, da tempo viene occultata, mentre il cancelliere detta regole a Bruxelles e sostiene rivolte nell’Est-europeo.

 
Primavere arabe, terrorismo in Siria, bombardamenti in Libia, fallimento della Grecia, guerra civile in Ucraina e destabilizzazione in Bosnia:  è stata azionata una guerra infinita, i cui risvolti sono imprevedibili. Non si può escludere che queste rivoluzioni-farsa siano parte di una Strategia della NATO, ma resta il fatto che i Governi sono diventati i contractor di queste entità economiche che controllano le materie prime e si riuniscono in grandi lobby, spingendo l’Alleanza Atlantica oltre ai limiti consentiti. Così facendo, tuttavia, non si fa che creare un terrorismo ancora più violento, le cui derive possono essere perpetue.  La strategia è sempre la stessa, ormai è possibile trovare anche su internet dei grandi progetti segreti: ad ogni incontro importante per i negoziati di pace, i media filmano una strage, mentre quando il piano propagandistico fallisce scatta l’auto-bombardamento. Ovviamente, ogni attacco viene sempre documentato, grazie ad “utile idiota” che fornisce agli ispettori ONU la prova materiale della risoluzione del caso. Da vent’anni a questa parte continuiamo ad osservare l’evoluzione di tali metodologie, che hanno portato alla creazione di nuove parole ad effetto, come ‘attivisti, manifestanti’, ‘affamati, indignati’, ‘popolo viola, forconi’,  prese dalle idee più mediocri del neuro-marketing e usate come immagine del futuro bersaglio. In realtà non siamo altro che carne da macello. Questi brevi passaggi tattici si ripetono  in ogni drammatica crisi, come quella che spinge Kiev in una vera e propria guerra civile, con un salto di qualità nell’azione di sfondamento, al fine di dare quindi un netto troncamento.

E’ ovviamente in atto un processo che non si arresterà facilmente e, salvo qualche tregua, giungerà anche alle porte dell’Europa, passando attraverso i Balcani. Sul territorio italiano sono già presenti delle cellule operative estremiste pronte ad infiltrare le manifestazioni dei movimenti ‘della rete’, dei fenomeni di Anonymous o della corrente Occupy. Quei fenomeni che nascono come spontanei grazie all’illusione di solidarietà creata dai social-network, nonostante le buone intenzioni delle persone che vi aderiscono, si prestano ad essere facilmente manipolati, e direzionati verso scopi ben diversi. Le frange da temere maggiormente sono quelle dei pseudo-anarchici, la cui base logistica di riferimento è la Polonia, per poi dislocarsi in tutto l’Est-europeo per addestramento ed indottrinamento. Questa non è storia, è la cronaca dei nostri giorni, che si sta avvicinando inesorabilmente, perché riescono a modificare artificialmente il volere del popolo, controllando e orientando le correnti di protesta, nascondendosi dietro la democrazia. Questo nostro vuole essere un monito per tutti i movimenti italiani che stanno sostenendo l’Euromaidan, come lo stesso Movimento 5 Stelle (M5S), che rischia di subire una bruciante trasformazione nel tempo, per colpo del suo leader, divenuto ormai cieco e sordo dinanzi ai cambiamenti che stanno subendo l’Europa e il Mediterraneo. Beppe Grillo dovrebbe invece decidere ora di ritirarsi a vita privata, per non fare la stessa fine di Roberto Saviano, usato e poi gettato vai dal ‘Sistema’ perché ormai non più utile alla causa. Le tecniche di lusinghe e di infiltrazione sono così sottili, che spesso non sono quantificabili in denaro, ma anche in “rapida ascesa al successo”, con porte che imprevedibilmente si aprono.

I criminali della Commissione Europea rubano sulla tragedia Syria

 22 febbraio 2014 
L a Siria oggi è una tragedia immane, un gigantesco cumulo di rovine con milioni si profughi, rifiutati dall’Europa dei capitali.  La devastazione e  ancora in corso e l’emergenza umanitaria è improcastinabile.
E’ la miseria, è la fame, è la disperazione, è la sofferenza estrema di un popolo pacifico.
Un esercito transnazionale di mercenari armati fino ai denti  e finanziato dagli israeloatlantici   ha riportato la culla della nostra civiltà, la nazione della coabitazione religiosa,  indietro di secoli e secoli.
Non tolleriamo una nazione libera e indipendente!
Queste immense rovine rimarranno per sempre una ferita insanabile, uno sfregio al mondo civile e alla nostra civiltà che avrà su di se la responsabilità di questi efferati delitti contro l’umanita . E’ il trionfo dell’orrore, dello sterminio, della sopraffazione criminale dei globalisti.
La situazione è parimenti tragica in Iraq, un altra nazione devastata e che visto la morte per sofferenze e fame di milioni di persone, come in Libia e in Palestina specie nel lager di Gaza, sotto bombardamento anche in questi giorni.
Questa immensa onda di dolore stazionerà nell’etere come un urlo silente e straziante in attesa del compimento della giustizia suprema.
Ne siamo certi.
 
 
 
A QUESTO PUNTO L’EUROPA CHE FA?  DERUBA LA SIRIA DEI SUOI POCHI AVERI.

La Commissione europea ha annunciato di “liberare” i beni congelati siriani per finanziare la distruzione delle armi chimiche siriane.

Tale decisione unilaterale viola la risoluzione dell’OPAC, adottata il 15 novembre 2013, specificando l’incapacità finanziaria della Siria a pagare tale distruzione e creando un apposito fondo internazionale.

Reagendo a tale misura, il governo siriano ha condannato il furto dei beni del popolo siriano. Ha inoltre ricordato che i governi membri dell’Unione europea hanno e continuano a finanziare il terrorismo in Siria, in violazione delle pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite. Inoltre, gli Stati membri dell’UE hanno illegalmente acquistato petrolio siriano sottratto dai Contras a spese del popolo siriano.

 

Ukraine and Venezuela, the CIA is working full time

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Destabilizing Venezuela is longstanding US policy. Chavez denounced it many times. President Nicolas Maduro does now.

 

After his April 2013 election, he accused opposition candidate Henrique Capriles of coup plotting against him.

 

“Preparations are under way for an attempt to de-recognize democratic institutions,” he said.

 

Dark forces never quit. Washington prioritizes regime change. Venezuela is a prime target.

 

At the time, Maduro accused US embassy officials of plotting “acts of violence.” He expelled two Obama military attaches.

 

He accused another embassy employee of plotting sabotage against Venezuela’s electrical grid.

 

“I will use a hard hand against fascism and intolerance,” he said. “I declare it. If they want to overthrow me, come and get me.”

 

He asked Venezuelans to “(d)ecide who you are with…the country and peace and the people (or) fascism.”

 

Destabilization continues. Obama wants regime change. On Sunday, Maduro addressed thousands of supporters.

 

He accused fascist elements of coup plotting. He called on Venezuelans to “combat in the streets with ideas, with values, in high quality debate, with respect for people’s rights, without violence.”

 

Roy Chaderton is Venezuelan Organization of American States (OAS) ambassador. He sent Maduro a report listing US demands. They include:

 

  • dialoguing with opposition leaders;

 

  • releasing detainees arrested during violent protests; and

 

  • threatening that “the arrest of (fascist Popular Will party head) Mr. Leopoldo Lopez could cause negative consequences in their international ramifications.”

 

Obama demands no legal action against him. Maduro called his demands “unacceptable and insolent…I don’t accept threats from anybody,” he said.

 

“They will be hard to stop us,” he stressed. (W)e are willing to go to the end in defense of peace and democracy.”

 

On Monday, he called other Latin American presidents. He urged them to denounce US threats. He asked Union of South American Nations (UNASUR) Secretary General Ali Rodriguez for support.

 

He told Foreign Minister Elias Jaua to declare three US embassy officials persona non grata. He ordered them expelled.

 

He accused them of involvement in destabilizing Venezuela. They weren’t identified by name.

 

A Foreign Ministry statement said Washington seeks to “promote and legitimize the attempts to destabilize the Venezuelan democracy that have sparked violent groups in last days.”

 

“…Venezuela strongly rejects the statements of…John Kerry…”

 

“…Obama lies when he…question(s) the validity of human rights and democratic guarantees in our country.”

 

Bolivarian institutions guarantee “the exercise of political rights to all its citizens, in a framework of broad civic freedoms enshrined constitutionally.”

 

“The US government is lying when it denounces the detention of (so-called) peaceful anti-government protesters.”

 

“Venezuela has acted and will continue to (confront) violent actions by small groups of extreme (hardliners) conspiring against the liberties (and threatening) the life of our fellow citizens…”

 

Both countries have no ambassadorial relations. Last September, Maduro expelled Washington’s charge d’affaires and two other embassy officials.

 

“…John Kerry…defends violent leader Leopoldo Lopez…(S)ufficient evidence” shows his involvement in anti-government street rioting.

 

“The people and the Venezuelan government…will continue imperturbably exercising all (legal) actions…necessary to…defeat” Washington’s anti-Bolivarian agenda.

 

“We call (on all independent) governments…and peoples of the world against this serious US intervention.”

 

US/Venezuelan relations have been strained since Chavez took office in February 1999. They remain so now.

 

Venezuela is infested with US coup plotters. CIA operatives have been involved for years.

 

Corporate funded right-wing think tanks want Venezuela returned to its bad old days. They go all-out to vilify Bolivarian fairness. Lies substitute for truth.

 

Heritage Foundation (HF) misinformation claims Venezuelan “economic and political freedom is nonexistent.” Maduro is vilified for relations with China, Cuba, Russia and Iran.

 

Venezuela is a model of democratic fairness. Media freedom is the hemisphere’s best. Not according to HF.

 

It lied claiming Maduro “persecutes political adversaries and critics.”

 

“Restrictions on media freedom undermine the opposition,” it added.

 

Doomsayers claim Venezuela’s economy is troubled. Economist Mark Weisbrot calls pre-Chavez years “economic(ally) disast(rous).”

 

From 1980 – 1998, per capital income fell. Chavez turned disaster into success. Predictions of economic collapse deny reality.

 

Venezuela isn’t Greece. Its “long awaited apocalypse” isn’t likely, said Weisbrot. Around $100 billion in oil revenue avoids balance of payments problems.

 

About $40 billion of reserves adds stability. Bank of America calls Venezuelan bonds a good buy. Possible hyperinflation is remote.

 

Despite challenging problems, Venezuela’s economy is far from troubled. Growth was positive for 13 straight quarters.

 

Jobs are available for most Venezuelans who want them. Chavez cut poverty from 60% to 26%. Extreme poverty decreased from over 16% to 7%.

 

Venezuelans have Latin America’s highest minimum wage. According to Weisbrot, “Venezuela has sufficient reserves and foreign exchange earnings to do whatever it wants to do.”

 

Over-dependence on oil can be overcome in time. So can other longterm structural problems.

 

Overcoming Washington’s regime change agenda is most challenging. Right-wing think tanks support it.

 

Harold Trinkunas heads Brookings’ Latin America Initiative in the Foreign Policy program.

 

He formerly chaired the Department of National Security Affairs at the Naval Postgraduate School.

 

On January 23, he headlined ”Venezuela Breaks Down in Violence.” It was a memo to Obama. It’s a thinly veiled call for regime change. He urged US intervention.

 

He claimed “economic mismanagement.” On the one hand, he said it “reached such a level that it risks a violent popular reaction.”

 

Later in his memo he called the “risk of a violent outcome low.”

 

“(I)t is in the US interest that Venezuela remain a reliable source of oil,” he said.

 

“Popular unrest in a country with multiple armed actors, including the military, the militia, organized crime and pro-government gangs, is a recipe for unwelcome chaos and risks an interruption of oil production,” he added.

 

He urged Obama to enlist help from Brazil. It’s interests are at risk, he claimed. He recommended efforts made “to convince (Maduro) to shift course.”

 

If crisis conditions erupt, he wants Maduro ousted. He couched his language as follows:

 

Begin “quiet conversations” with other regional countries. Plan “steps to take should Venezuela experience a violent breakdown of political order.”

 

Washington “would need to work with key states in the region – Brazil, Mexico, Chile, Peru and Colombia – on a regional consensus in favor of rebuilding ‘democracy’ in Venezuela.”

 

The kind Trinkunas favors is none at all. He wants Obama enlisting help from regional allies. He wants Venezuela returned to its bad old days.

 

“(S)hould violence erupt,” he wants Obama “to prepare a concerted regional response that leads to Venezuela’s re-democratization.”

 

In other words, he wants regime change. He wants pro-Western puppet leadership replacing Maduro. He favors coup d’etat.

 

He wants a repeat of April 2002. He wants it working this time. Why he expects above named countries to help, he’ll have to explain.

 

Fearing Venezuela collapsing into violence doesn’t square with reality. Trouble makers are relatively few. Chavistas way outnumber them.

 

Venezuelan democracy is the world’s best. So is Bolivarian fairness. Not according to Trinkunas. He calls the political playing field “hardly level.”

 

Maduro “undermined democratic institutions” he claimed. He “centralized power in the executive branch…”

 

He “prevent(s) other branches of government, opposition parties or civil society from influencing policy.”

 

“There are no checks on the executive when it uses state resources to win elections and selectively applies the law to intimidate opponents.”

 

He “foreclosed peaceful options.” He’s “interventionist and increasingly authoritarian.”

 

He “put the armed forces on the street to enforce his economic decrees…” He fosters “popular discontent.”

 

His memo reads like straight State Department propaganda. Fiction substituted for facts. Misinformation drowned out truth.

 

He supports regime change. So does Obama. Not if Venezuelans have their say. They did before. Expect no less this time if necessary.

 

CIA and WHITE HOUSE PLAN

The video is meant to push the idea that the Ukrainian revolt is grass roots, but its origins can be traced back to the U.S. State Department.

Original ‘I am a Ukrainian’ video: http://www.youtube.com/watch?v=Hvds2A…

‘I am a Ukrainian’ Video Exposed As Kony-Style Scam

As they seize weapons, take over government buildings and fire on media outlets, the US-backed Ukrainian protesters are being afforded legitimacy with the aid of a Kony 2012-style viral video which triumphs the grass roots nature of the demonstrations yet is linked to shadowy NGOs that have been directly involved in staging phony ‘color revolutions’ in the past.

 

The video is meant to push the idea that the Ukrainian revolt is grass roots, but its origins can be traced back to the U.S. State Department.

I 100 giorni del nuovo Governo italiano non eletto dal Popolo

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22 febbraio 2014

 

 

 

Italia , Roma al Quirinale.

 

 

 

Il Governo di Matteo Renzi ha fatto il giuramento davanti al Presidente della Repubblica italiano  il quale secondo la Costituzione Italiana rappresenta gli interessi esclusivi del Popolo Italiano e non di altri Popoli o Paesi. I ministri e il capo del Governo hanno giurato sulla sovranità nazionale dell’Italia.

 

Questi politici hanno 100 giorni per dimostrare che vogliono cambiare il ‘ sistema politico-economico-sociale dell’Italia non per riformare un sistema marcio e putrido . Queste affermazioni del cambiamento radicale  profondo e senza remore sono state fatte più volte dal Capo del Governo , Se ciò non accadrà le classi sociali più deboli del Popolo italiano ridotte in miseria dalle politiche di austerità imposte dal FMI , BCE , Bundestag di Angela Merkel e Commissione Europea saranno ampiamente più che legittimate a fare il cambiamento necessario con lo svolgimento della rivoluzione armata .   

 

L’ Italia grande problema per la Unione Europea

Insieme a parlare di più stimoli, Egan-Jones Ratings, una NRSRO indipendente (riconosciuto a livello nazionale di statistica Valutazione Organization), declassato il debito sovrano francese da A-a BBB + con outlook negativo. In questo modo dimostra nucleo debolezza europea.

 

Banche olandesi sono stati declassati. Così erano quelli di Spagna e del debito sovrano spagnolo e Cipro. Entrambi i paesi si avvicinano junk. 

 

Germania mostra debolezza. Il suo 10-anno del debito sovrano ha saltato oltre 30 punti base dai recenti minimi. E ‘turbato dal dover finanziare più salvataggi o affrontare questioni di dissoluzione dell’euro. E ‘anche sotto pressione dal dover puntellare la BCE nel caso in cui è minacciata.

 

Il paese media dell’Eurozona ha un rapporto debito / PIL del 500%. Si attende più inadempienze, svalutazioni, e passi frenetici per puntellare il debito sovrano.

 

Titoli spagnoli ha toccato il 7% prima di stabilirsi leggermente inferiore. La liquidità non è il problema.I mercati sono pieni di esso. In questione è la solvibilità sovrana e settore bancario. 

 

Più cicli di intervento risolto nulla. Né volontà più dello stesso. I problemi strutturali rimangono irrisolti.Più tempo da solo è comprato. Essa non è economico. Il prezzo è maggiore del debito, costi di servizio elevati, ed eventuali condizioni di crisi troppo gravi da risolvere.

 

Cattive politiche non cambiano i fondamentali economici di base. Sofferenze banche europee sono in aumento. L’Italia potrebbe essere il prossimo in Spagna. I suoi rendimenti dei titoli sovrani top 6%.Altro su ciò che è male c’è sempre peggio sotto.

 

Le previsioni di crescita economica sono in aumento. Recessione dell’Europa si approfondisce. Il prossimo anno sembra peggio, non meglio. Sincronizzato rallentamento globale sta avvenendo con munizioni esaurendo per affrontarlo.

 

Cinque anni fa, i paesi dell’OCSE rapporto debito / PIL sovrani erano il 70%. Oggi è il 106% e in aumento. I governi sono meno in grado di stimolare la crescita. Non riuscendo a assicura una maggiore difficoltà. L’aumento del debito + costi di servizio più elevati + crescita cadere = eventuale casa di carte collasso.

 

La Germania è antiretro dell’Europa. Salvataggi indossano sottili. Oltre due terzi dei tedeschi vuole la Grecia fuori dalla zona euro. Sono stanchi di pagare per i suoi problemi.

 

La gente pensava che la BCE sarebbe Bundesbank procura europea. Sono stati anche detto di Maastricht ha avuto alcuna disposizione di salvataggio. Infatti, “mutualizzazione dei rischi” è stato parte del trattato. Due miliardi di euro sono stati creati per affrontare condizioni di crisi. Contribuenti tedeschi portavano un terzo del costo. In questione è per quanto tempo ancora?

 

Se è in grado o balks, che cosa allora? Alla vigilia delle elezioni in Grecia, non è chiaro che vinceremo. Sarà necessaria una terza run-off? Ha importanza in entrambi i casi?

 

Qualunque sia l’esito, la Grecia è in bancarotta. Il suo debito è impossibile da ripagare. L’aumento fa che peggiorare le cose. La gente comune faccia più che mai momenti difficili, non di soccorso non importa chi è il presidente o controlla il parlamento.

 

Hanno tre scelte – morire di fame, lasciare, o ribelli.

 

La Grecia deve scegliere tra austerità o di default e ristrutturazione, sia all’interno o all’esterno della zona euro. Partire non è una questione secondaria. Economie globali gestire. Saranno effettuate le regolazioni. Prenderanno tempo.

 

Lorenzo Bini Smaghi-chiamate Grexit un incubo politico ed economico. Lasciando l’euro, egli crede, richiede anche uscendo dalla UE. La Grecia potrebbe anche essere citato. Vede una situazione lose-lose. In entrambi i casi la scelta assicura guai.

 

Citigroup economista Michael Saunders ritiene Grexit è praticamente certo. Forse per Capodanno 2013 vi tornerà.

 

Egli “assumere (s) che la Grecia lascerà l’UEM all’inizio del 2013, seguita da una brusca svalutazione della moneta” e contrazione economica. Pensa che anche il contagio sarà limitato, 17 giu risultati elettorali saranno inconcludente, e la troika correrà in soccorso.

 

Lasciando può essere un altro momento Lehman. Aspettatevi aggiustamenti dolorosi, tensioni geopolitiche, turbolenze di mercato, attriti commerciali, maggiore crisi, e l’eventuale condizione di stabilità politiche controproducenti sono invertiti. 

 

Nulla finora suggerisce. L’austerità aggrava tempi duri. I lavori vengono distrutte, non creato. Le persone sono a corto di denaro e pazienza. Dipanarsi Continental è in aumento.

 

I suicidi sono in aumento. Immondizia non viene raccolta. Altri servizi pubblici sono erodendo. Quelle vitali come la sanità e l’istruzione sono interessati. La Grecia deve affrontare il collasso. La Spagna è vicino.

 

Crisi della sanità pubblica telaio. Malattie gravi non vengono trattati. Farmaci salvavita scarseggiano.Gli ospedali non funzionano correttamente. Un uno Atene ha detto elementi di base si stanno esaurendo. Essi comprendono cotone, cateteri, guanti ed esaminando rivestimento in carta tavolo.

 

La Grecia è stata condannata a tagliare la spesa sanitaria 10-6% del PIL. Immaginate un paese di ridurre la spesa medica del 40%. Immaginate di persone disperate che necessitano di cure in grado di farlo. Immaginate di malattia e morte pedaggi in aumento. Immaginate la rabbia dell’opinione pubblica che esplode.

 

Italia potenzialmente è il più grande problema dell’Europa. Se va, così fa il continente. E ‘turbato. E ‘troppo grande per tirare fuori dai guai. So quanto volte No di uno rimane per puntellare la sua economia e altre dell’UE. George Soros e la testa del FMI Christine Lagarde dicono meno di tre mesi.

 

Aste del debito italiano non sono incoraggianti. Un anno di carta è andato per 3,972%. Un mese fa era 2,34%. Rendimenti del debito a più lunga scadenza sono in aumento. L’Italia è dove la Spagna era settimane fa.

 

Nominato primo ministro Mario (tre carte) aumento delle tasse di Monte sono ritorni di fiamma.Ricevute a valore aggiunto sono giù. Le condizioni economiche sono turbati. 

 

Professore di Harvard Alberto Alesina ha detto:

 

“Questo governo ha aumentato le tasse troppo. Sarebbe molto, molto meglio di abbassare la spesa. “

 

Come che aiuterà quando è necessario stimolo non ha spiegato. Deterioramento economico è in aumento. Risultati QI mostrano lo 0,8% di contrazione dopo essere scivolato dello 0,7% nel IV Q 2011.

 

L’Italia è la terza più grande economia europea dopo Germania e Francia.

 

E ‘in guai seri. I suoi problemi sono gravi. L’onere del debito sovrano è enorme. E ‘attualmente a circa il 120% del PIL e in aumento. Si trova a circa € 2000000000000. Quando è necessaria la crescita economica, è in calo.

 

La produzione industriale è scesa per quasi due anni. Si tratta di circa un quarto in meno rispetto alla 2008 condizioni di crisi scoppiate.

 

La disoccupazione è in crescita. Si avvicina al 10%. Per i giovani supera il 30%. La fiducia delle imprese è verso il basso. La fiducia dei consumatori è ai minimi storici.

 

Secondo Bloomberg , la Spagna e l’Italia “appello ai responsabili politici europei a intensificare la loro risposta alla crisi finanziaria dopo 100 miliardi di euro (125 miliardi dollari) un’ancora di salvezza per le banche spagnole non è riuscito a calmare i mercati.”

 

Societe Generale capo economista europeo di James Nixon chiama Italia il “prossimo domino” a cadere. “Le economie dell’Europa meridionale sono effettivamente in caduta libera e il mercato appetito per il debito europeo meridionale sta rapidamente prosciugando. Non riesco a vedere nulla di girare questa dinamica intorno “, ha detto.

 

Allo stesso tempo, il parlamento della Germania non ha approvato il fondo di salvataggio Meccanismo europeo di stabilità (ESM). Wrangling interno continua.

 

ESM dovrebbe essere operativo dal 1 ° luglio. È richiesta l’approvazione tedesca. Angela Merkel vuole due questioni passati insieme. Opposizione socialdemocratici (SPD) e Verdi vogliono una tassa sulle transazioni finanziarie, nonché misure per stimolare la crescita.

 

Una riunione 21 giugno è previsto. Questioni irrisolte separano entrambi i lati. Alcuni membri SPD minacciano di ritardare il disegno di legge fino all’autunno. Paesi della zona euro hanno tempo fino fine anno di ratificarlo.

 

Le elezioni parlamentari sono più di un anno di distanza, ma atteggiamento politico colpisce politica.

 

Germania priorità anche fiscali unione / politica in vista di risolvere altri problemi. Vuole paesi europei legati in taglia unica tutte le regole da essa controllate. Essi comprendono l’austerità e la riduzione del debito. Queste misure non hanno funzionato e non lo farà ora. 

 

Con la Germania a dettare legge, il futuro sarà catastrofico per tutti gli altri Paesi dell’Europa.Immagine

Greece: Tens of Thousands of Workers Protest Against the Troika

As EU and IMF officials travelled to Athens for new talks on austerity measures, thousands of workers marched against mass layoffs, tax increases and cuts in social spending. A 24-hour strike yesterday paralysed much of the country.

The two major trade union confederations, GSEE and ADEDY, had called for the protest. ADEDY alone spoke of a strike involving 65 percent of its members, nearly 200,000 strikers.

Schools, courts and public offices were closed. Trains and buses remained in their depots, airport employees stopped work for three hours, and hospitals provided only emergency care. Journalists refused to produce the regular news and instead reported only about strikes and protests.

Despite pouring rain, up to 15,000 workers gathered on Syntagma Square in Athens. Although completely soaked, they stood in front of the parliament and shouted slogans such as “No more sacrifices!” and “Don’t give up!”

Just before it was to start, ADEDY and GSEE cancelled the planned protest march to parliament due to the heavy rain. PAME, the trade union federation of the Communist Party (KKE), held a separate march as planned. In Thessaloniki, thousands of workers also demonstrated against the austerity measures.

The 24-hour general strike was the 35th of its kind since the debt crisis began. It was announced weeks ago, strictly limited, and agreed with the government in advance. The cancellation of the demonstration is symptomatic of the attempts by the unions to sabotage protests. Through such limited strikes, ADEDY, GSEE and PAME seek to keep workers’ growing opposition under control. In recent weeks, they have found it increasingly difficult to limit the protests.

On Tuesday, protesters besieged the Treasury, where the Finance Minister Yannis Stournaras was holding negotiations with representatives of the troika (the EU, IMF, and ECB).

“Take your bailout and go!” the angry crowd shouted at the troika inspectors, as they left the building. Earlier, a man was arrested for pelting the IMF representative Poul Thomsen with coins as Thomsen entered the ministry.

For the last two months, administrative staff at the major universities in Greece has been on strike in protest against government plans for mass dismissals. Students at the University of Athens have demonstrated their solidarity with the workers. They blockaded the entrance of the Ministry of Education with a wall of books.

The workers are opposing the dismissal of 25,000 public employees and being moved into a so-called “mobility reserve.” Those concerned receive reduced remuneration for eight months while they are supposed to find a new job; otherwise they are just thrown out on the street after the deadline.

The expansion of property tax has sparked rage and indignation in large sections of the population. In Greece, this also applies to many workers, who often have small houses or apartments. Many families can stay afloat in the face of poverty only through this limited possession. Now they are being forced to pay the tax, even if they have no income on the property.

Greek society is on the brink of collapse. The cuts dictated by the EU in recent years have led to an unemployment rate of 27 percent.

According to a recent OECD study, average income fell in Greece between 2007 and 2011 by 23 percent. At 34 percent, the number of those who are satisfied with their lives is lower than in any other OECD country (in 2007 it was 59 percent).

The Troika is calling for the immediate implementation of mass sackings and the closure and privatization of state enterprises. In particular, the defence and engineering company EAS is either to be closed or shrunk dramatically.

Otherwise, the troika is threatening to suspend the next tranche of aid of over a billion euros, which Greece needs to pay overdue debts and interest payments. This money goes directly into the accounts of creditors.

In addition to job cuts and privatization, the troika wants to impose so-called structural reforms. In particular, the contribution made by companies to the social security fund benefiting their employees is to be cut by 3.9 percent. This would lead to a deficit of up to 1.1 billion euros, triggering further cuts in benefits.

The EU and IMF also want Athens to commit to further savings in the 2014 budget. The Troika is expecting a funding gap of at least two billion euros, which would be bridged using cuts in pensions and wages. However, the government is expecting to have to find only 500 million euros in additional spending.

Conservative Prime Minister Andonis Samaras (New Democracy, ND), and his social democratic deputy Evangelos Venizelos (PASOK) have said they will not accept further pension and salary cuts. Similar lies have been heard from the government before previous austerity measures were introduced, however; they merely serve to stimulate false hopes and disorient opposition in the working class.

The social devastation has destabilised the political situation in Greece. According to an OECD study, in 2011, only 13 percent of the population expressed trust in their government; in 2007 the figure was 38 percent. The government is increasingly implementing dictatorial measures against protesting workers.

Given the enormous intensification of social conflicts, some EU representatives are seeking to calm things down, without departing from the austerity measures by one iota. On Tuesday, the Economic Committee of the European Parliament discussed the basis for the legitimacy of the troika.

“Who takes the decisions in the Troika and on what basis?” asked conservative Austrian parliamentary deputy Othmar Karas. The committee plans to produce a report on the work of the Troika by next May.

This attempt to defend the EU and its institutions is supported by various pseudo-left groups across the continent. In Greece, it is especially the largest opposition party, the Coalition of the Radical Left (SYRIZA), which is trying to protect the EU and the government against the anger of the workers.

While workers and students throughout Greece are fighting the austerity measures of the EU, the chair of SYRIZA Alexis Tsipras has travelled once more to the United States to demonstrate his fealty to the IMF.

At a forum at the University of Texas, Tsipras supported the approach of the European Parliament: “We are positive toward this effort and we will contribute to this direction”, Tsipras said. He strictly rejects any notion of leaving the EU and the euro. A SYRIZA government would avoid this in any case, according to the SYRIZA leader.

In the last few weeks, SYRIZA had already made clear that it stands behind the government. In the supposed fight against the fascist party Golden Dawn, SYRIZA has supported the stepping up of the powers of the state apparatus and praises the police, army and the hated government as guarantors of democracy. The party is preparing to take over the reins of government itself and will impose the cuts against the workers using the trade unions and other pseudo-left groups.Immagine

The European Homeland Security State. EU Anti-Terror Drills and Fear Campaigns

The events of 9/11 in the US not only led to the attack on several sovereign nations but the government under George W. Bush established the so called “Homeland Security” and proceeded to implement plans to curtail civil rights. First the “Patriot Act” was passed, then the “Natinal Defence Authrorisation Act”.

The combination of these acts and presidential “Executive Orders” transformed the American society. Where previously at least some basic rights existed a basicly lawless society was created. The territory of the USA has been declared a battleground. Americans can now be killed on US soil without trial or due process. They can be held indefinitely without charge or without ever knowing why. The inalienable rights believed to be guaranteed by the Bill of Rights and the Constitution have proved to be illusions.

All of this was made possible by creating fear among the population through permanent media propaganda about a terrorist threat. Americans and people in the “western world” were and are made to believe that in order to have security and live in peace they have to give up their liberty. They were made to believe that it is not the foreign policy of their own governments that creates terrorism but enemies envying their freedom and prosperity.

Is Europe and Ireland now heading down the same road? In an article published last week the journal.ie reported (emphasis added):

A NUMBER OF gardaí took part in a European Union Coordinated Counter Terrorism Exercise in Dublin this afternoon.

The operation included a simulated hostage rescue scenario that required sea-based, land-based and airborne elements.

Three other police forces from European jurisdictions attended the exercise at the ESB Generating Station at Pigeon House Road in Dublin 4.

 

gardai

Photo credit: Leon Farrell/ Photocall Ireland; source

The fear-based propaganda did not catch on so much in Europe where large portions of the populace do not believe in the goods of fighting wars for corporate interests in various regions of the world. The desire for peace after the experiences of 2 devastating world wars has been used cleverly to bring about the Europe we see today. The awarding of the Nobel Peace Prize to the EU was an attempt to keep the myth that Europe was build to maintain the peace alive a little longer.

In reality western  Europe, later the EU, was always dominated by the interests of the USA. During the cold war it was the beachhead against the USSR and after its breakdown it became the tool to expand the sphere of US/NATO domination to the nations of eastern Europe which  just won their freedom. Since World War 2 western Europe followed in the foootsteps of the US  in all major questions of war and peace.  In one way or another European nations were involved actively in all recent US/NATO led wars.

While recently Europe is engaging more actively in warfare (Libya, Mali) the economic situation inside the EU is anything but stable and the political situation is becoming more and more unstable as people across the EU begin to question the direction in which the EU is going. The currency system is on life support, unemployment  is generally rising, people across the EU become slowly but surely disillusioned about the “European Project”. It is in those times when external threats come in handy to deflect attention away from the problems and to create fear. This is the context in which the recent EU-wide anti terrorist drill on the 17th and 18th of April took place.  It was led by the Atlas Network.

Planned in 1996 the “Atlas Network”  was officially created in 2001 using the pretext of the 9/11 events. It is a network of specialist units of national police forces of all 27  European member states. It works under the supervision and is financed by the “Directorate General of Home Affairs” of the EU Commission. Neither the EU Commision nor the “Directorate” are democratically elected entities. As these units are answerable not to national goverments but to the “Directorate” they are removed from democratic control and thus morph into kind of “Federal Special Police”. The participation of foreign police units in the excercise in Dublin demonstrates that under this network these units can dispatched everywhere in the EU.

Interestingly it is the Boston Marathon Bombing which provides the pretext for holding the EU wide drills. Here is the Press Release of the EU Commission:

European Commission

Press release

Brussels, 17 April 2013

The ATLAS Network prepares for the biggest anti-terrorism exercise at EU level

EU commissionOn April 17 and 18, 2013, the EU Member States anti-terrorist police forces are uniting as part of the European sponsored ATLAS Network, which carries out the most complex preparation and crises response simulation so far at European level. The simulation involves simultaneous terrorist attacks in 9 different EU Member States (Austria, Belgium, Ireland, Italy, Latvia, Slovakia, Spain, Sweden and Romania).

EU Commissioner for Home Affairs, Cecilia Malmström said: “The fight against terrorism is one of the key challenges to our internal security. Terrorism does not recognise borders and maintaining public security is a complex challenge which requires the coordination of our efforts. I believe that the cooperation between police authorities in Europe is more necessary now than ever and I welcome the exercise of the ATLAS network.”

The ATLAS Network contributes to increasing the proficiency and expertise of special intervention units, by establishing common platforms for training and tactics, sharing equipment, and by establishing close cooperation in trans-border areas of Member States, in turn benefitting the public security.

Past terrorist attacks, carried out both by individuals and groups, both abroad and in Europe have shown great sophistication and coordination by the terrorist groups. The 2008 Mumbai coordinated attacks, the Al Qaeda 2012 attacks on the Algerian gas production plant, as well as the recent Boston marathon bombings highlight the need to increase protection against attacks on both critical infrastructures and other public areas in a national and cross-border context. In order to ensure equal protection for all citizens in the EU, the ATLAS Network exchanges best practices and procedures and undertakes joint training exercises. In order to prepare against terrorist attacks, real life simulations of terrorist acts are carried out by Atlas members of the anti-terrorist units from different Member States.

The 2013 practical exercise, named “Common Challenge” simulates terrorist attacks in 9 different EU Member States in different areas of public life. Simulated terrorist targets include attacks on power plants, schools, and several transport modes (shops, busses and trains). Therefore, the Atlas “Common Challenge 2013”, the largest of exercise of this kind, will help practice and draw lessons on how to further strengthen preparation and crises response. The European Commission’s Directorate-General for Home Affairs is responsible for the coordination of the simulation exercise, which is carried out jointly with the ATLAS Presidency held by the German Police Special units (GSG9).

The ATLAS Network is an example of the pro-active stance against terrorism and underlines the solidarity and cooperation between European Union Member States as set in Article 222 of the Lisbon Treaty, contributing to ensuring the protection of citizens and public security in EU.

 Background

The Atlas Network, created in 2001, is an association consisting of special police units of the 27 EU Member States working on countering terrorism and criminal acts. The Network is financed and supported by the European Commission, Directorate General for Home Affairs. The goal of Atlas Network is to improve cooperation among the police units and to enhance skills by training and exchange of best practices.

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Ukraine Amnesty Law Declared for pro-EU Protesters

An amnesty law to drop criminal cases against hundreds of pro-EU protesters in Ukraine will enter into force on Monday, authorities said Sunday.

Charges will be dropped against demonstrators who were detained or charged with crimes during mass anti-government rallies in Ukraine between December 27 and February 2, a statement on the general prosecutor’s website said.

The statement did not specify how many protesters would be amnestied. Ukraine’s chief prosecutor said in early February that a total of 259 demonstrators would receive clemency under the agreement.

The announcement appears to signal that the Ukrainian opposition has satisfied government demands to unblock streets and release City Hall in Kiev, which has been occupied by protesters for over two months, as a condition of the amnesty.

Demonstrators withdrew from the building on Sunday afternoon, but threatened to take it back if authorities did not immediately make good on promises to drop charges against political activists.

Protesters also left Gruskevsky Street in Kiev, the scene of the most violent clashes that injured over 200 people on both sides and left three protesters dead last month, as part of the deal to relieve tensions in the capital.

The European Union’s foreign policy chief, Catherine Ashton, welcomed the evacuation of City Hall on Sunday as a de-escalation of the standoff between the government and opposition that has seized the country since November.

Protests erupted across Ukraine after President Viktor Yanukovych rejected an association agreement with the European Union to sign a $15 billion aid package with Russia instead.

The demonstrations initially vented anger at the abandoned trade deal, but quickly turned into a broad anti-government protest movement.Immagine

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